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LE ASSOCIAZIONI NAPOLETANE CONTRO IL PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE DI PIAZZA BELLINI
A seguito dell’incontro fra cittadini, associazioni, comitati, con il vicesindaco Rocco Papa, il 21 -XII- 2004. Rappresentiamo le persone del più vario tipo: cittadini, architetti, studiosi, avvocati etc.. Gente di Napoli e d’Italia. Riceviamo email, fax, telefonate allarmate da Italia, Francia, USA: urbanisti preoccupati del generale andamento anti-verde di questa nostra città. Non vogliono questo cambiamento, a prescindere dalla valutazione tecnica del “progetto Bellini”. Non vogliono questo stravolgimento, per come è e come nasce. Inoltre, né residenti, né tecnici di zona sono stati consultati in modo corretto. Persino nell’occasione di questo stesso incontro, ad esempio, la Circoscrizione interessata non è stata avvisata! E non ha mai ricevuto copia del progetto Bellini, atto che, (art.28 del Testo del Regolamento Consigli Circoscrizionali), è d’obbligo. Molti dei presenti all’incontro del 21-XII, sono intervenuti solo grazie alla vigilanza delle Associazioni sul Sito Bellini: sarebbero state –altrimenti- all’oscuro dell’incontro; il centro Bio Edile (architetti residenti), confinante con la saletta della riunione non è stato informato dell’evento! E il Comune ha mezzi per l’adeguata pubblicizzazione. Dopo molti tentativi e grande difficoltà, si è riusciti a visionare, per sommi capi il “progetto Bellini.” Va subito detto: l’abbattimento di altezze e gradini non è gradito. Un’unica spianata, significa dare slancio ai motorini in impennate e scippi agevolati: un vero e proprio favoreggiamento a priori. Il progetto scontenta la maggioranza dei cittadini, turisti, frequentatori, imprenditori. La piazza diverrebbe un braciere, come p.zza Dante: per tutto il periodo primaverile-estivo, un impraticabile, bollente deserto, come in passato, d’estate, senza fioriere ed ombrelloni. Inoltre, piazza Bellini è uno dei pochissimi punti verdi di Napoli-zona centrale. Il dott.Rocco Papa parla di 7 metri e 1/2 di verde a persona. E’ così, se consideriamo Vesuvio, Astroni, Capodimonte, Villa Comunale, tutte zone difficilmente fruibili nel quotidiano, e solo se il cittadino vi si reca appositamente: per il resto, tutto è grigiore senz’aria, nel pieno inquinamento, dovuto sì al traffico, ma pure a mancanza talora assoluta di alberature. La Commissione anti-camorra (quindi non un nostro incaricato) relaziona invece di venti centimetri quadrati di verde pro-capite. Ed ogni giorno, un pezzo di verde se ne va: le piazze Tecchio e Cavour insegnano. E’ storia d’oggi: allertarsi preventivamente, non è processo alle intenzioni, ma atto positivo e saggio, per non trovare improvvisamente abbattuti alberi decennali o secolari. Operare per il verde non è limitato ad un generico amore per l’ambiente: significa aprire ad una diversa cultura, sin da bambini; significa socializzazione, piena fruizione. Mantenere bene la piazza dà orizzonti e spazi futuri di programmazione. Se la Commissione anti-camorra si sofferma sul “verde”, ciò vuol dire che dà rilievo alla connessione tra ambiente, natura e vita civile. Durante l’incontro di piazza Bellini, è stata posta una precisa domanda: “In base all’art.63 del Piano Regolatore, nel Centro Storico possono essere fatti solo restauri conservativi. Lei, dott.Papa, considera il progetto, un restauro conservativo? (Guido Donatone, Italia Nostra). La risposta è stata claudicante: “Bisogna intendersi… da quando si è formulato il Piano Regolatore, i tempi sono cambiati…e anche il termine <<restauro conservativo>> ”. (Rocco Papa, Comune di Napoli). A ciò, la conclusione di Donatone è stata perentoria: ”Ricorreremo alla Procura della Repubblica”. Comitato L.I.S.TE.N.– Sportello Albero- si è dichiarato in pieno unisono con Donatone e Italia Nostra. “Siamo sempre dell’idea – come ricordato in altre occasioni e documentazioni- che –in questo come in casi analoghi- si possa e debba ricorrere alla Procura e alla Corte dei Conti”. Nel merito del “progetto Bellini”, non vi sono particolari da discutere. Il progetto non interessa, il progetto va rigettato in toto. La piazza necessita della sola ordinaria manutenzione (la stessa circoscrizione S.Lorenzo, in primis, deve farsi carico di giardinaggio e operatività ordinaria) e della vigilanza: ciò non significa militarizzazione, né repressione, ma semplice custodia del bene e del vivere civile. Dunque, la stragrande maggioranza dei cittadini non vuole stravolta la piazza, né che vi si utilizzi 1 milione d’euro (pubblico/privato). L’amministrazione lamenta grandi carenze di denaro: quindi, ben altre sono le priorità ed emergenze, che non il ridisegnare piazze verdi e belle. Diritto dei Cittadini I cittadini hanno diritto di voce: lo dicono le carte europee, gli accordi di Aalborg del ’94, di Aarhus del ’98, il preambolo alla Carta Europea dei Diritti del Cittadino e la recentissima Costituzione Europea. La pubblica opinione va abituandosi a tutto: è un’acclimatazione politica, culturale, televisiva, ad accettare l’inaccettabile: ora e adesso va accentuata la necessità del controllo pubblico, se non vogliamo che l’istituzione, o –peggio- il potente di turno decidano di modificare pezzi di città, con lo scambio dell’alleviare costi alla municipalità, ad un istituto scolastico (v. Vomero). La Città nel suo complesso Dobbiamo vedere la città nel suo complesso: proprio perciò non si può svendere Piazza Bellini, che è un momento focale. Il disboscamento di Napoli deve finire: non solo non va toccata la piazza, ma vogliamo salvaguardare p.le Tecchio, le piccole e grandi piazze di Napoli (alberelli e grandi piastrellature), inverdire piazza Dante, via Toledo e altre. Napoli è l’unica città in cui vi sia tanta carenza! Sì: piazza Bellini non è solo piazza Bellini, ma un vero e proprio punto di svolta. Deve cambiare l’atteggiamento generale: ci sentiamo addirittura dire che gli alberi rovinano l’estetica dei palazzi! Un tecnico del Comune ci ha detto che, in certi luoghi, gli alberi non vengono immessi, perché portano umidità! Siamo una città senza aria. Questo va cambiato! Alberi = salute, un bene che va recuperato, un diritto tutelato dalla Costituzione Italiana. Gli accessi ai diversamente abili Esistono le leggi: non occorre abbattere la piazza per rispettare i diritti dei diversamente abili. Conclusione Il “progetto Bellini” è a-storico e -quindi- in assoluta dissonanza con la vita cittadina. Anche l’idea di una possente e totale ri-progettazione totale della città, come da qualcuno auspicato anche nel corso dell’incontro, è un discorso che ha le caratteristiche del gigantismo e dell’impossibilità. E riserva preponderanza di rischi e mega stravolgimenti: Napoli ha solo bisogno di recupero di naturalità, ordinaria manutenzione vera. E custodia, vigilanza.
Ad onore del vero, va aggiunto, che al termine della riunione, preso atto della decisa opposizione, il vicesindaco Rocco Papa ha preso l’impegno di non procedere alla realizzazione del progetto e di ripensarlo nei termini dell’attuazione dei soli accessi ai diversamente abili.
Forum Tarsia (Franco di Liberto - Sergio Bizzarro) CentroFori@ (Annalola Geirola - Lella Fasano Brusca) Centro Studi e Coordinamento della Partecipazione Democratica (Giacomo Buonomo) Comitato L.I.S.TE.N. – Sportello Albero – Piazza Bellini (Gabriella Lanzo – Alois Grassani) Italia Nostra (Guido Donatone) Legambiente Napoli Centro Antico (Teresa Dandolo) Mamme Antismog (Titti Tidone) Pino De Stasio Arch.Roberto Radice WWF (Ornella Capezzuto) |
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