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L’Asia
ha annunziato per il 20 dicembre l’inizio della raccolta
differenziata nel quartiere Avvocata, ma all’annuncio sono seguiti
pochi fatti concreti e comportamenti che mostrano scarsa
professionalità e poca attenzione ai diritti dei cittadini.
Infatti nonostante gli spot televisivi e radiofonici, nessuna
informazione veramente utile è stata data nella Zona
Tarsia-Ventaglieri. Sarebbe invece stato necessario curare
un’informazione a tappeto sui giorni e sui punti di raccolta,
fornire locandine specifiche da appendere nei palazzi e nei negozi e
principalmente effettuare
dovunque e con
regolarità il prelievo. Solo pochi fortunati sono riusciti ad
entrare in possesso di un piccolo "manuale pratico" esplicativo
lasciato nei portoni insieme con i sacchetti viola. La stessa
distribuzione dei sacchi è stata carente e interi caseggiati ne sono
rimasti sprovvisti.
Nonostante la scarsa informazione molti abitanti della zona
si sono comunque attivati, differenziando materiali, raccogliendoli
nel sacco viola e ponendoli negli spazi stabiliti nell’ora e nei
giorni indicati. Il loro spirito civico è stato però totalmente
vanificato dalla qualità del servizio di raccolta: il più delle
volte la mattina seguente hanno trovato i sacchi allo stesso posto.
Vicino ad alcuni palazzi si sono creati cumuli di sacchetti viola,
spesso schiacciati dalle automobili o incastrati tra un autoveicolo
e l’altro, che hanno fatto "da richiamo" ad altri sacchetti, questa
volta neri, senza che nessuno, per giorni, prelevasse gli uni e gli
altri. A nulla sono valse le innumerevoli segnalazioni fatte da
privati cittadini al numero verde dell’Asia.
Risultato: molti abitanti che, con spirito di sacrificio si
erano assunti l’onere della raccolta differenziata (trovando negli
appartamenti un nuovo spazio per il sacco viola, curando la
separazione dei materiali che talvolta implica la pulizia degli
stessi, trattenendo per giorni in casa materiali spesso ingombranti,
ecc), si sono chiesti se valga veramente la pena continuare in
questo impegno, che al momento si traduce in un ulteriore occasione
di degrado per il quartiere.
Il
Forum Tarsia si è subito
attivato, informando con una lettera il Sindaco, l’Assessore
competente, la stampa cittadina, la stessa Asia, della grave
disfunzione nel servizio, chiedendosi se, a questo punto, ci fosse
una reale volontà politica
di portare avanti anche “nei vicoli” la raccolta
differenziata.
Il 18
febbraio abbiamo dato seguito alla protesta partecipando ad una
seduta del Consiglio
Circoscrizionale dedicato alla raccolta differenziata, a cui ha
partecipato il direttore dell’Asia, ing. Bonsignore. In questa sede
abbiamo ribadito la nostra posizione, chiedendo che nella nostra
zona l’Asia “ricominciasse da zero”, con una campagna di
informazione più efficace,
con una nuova distribuzione di sacchetti e, questa volta, con
una rimozione puntuale, riguadagnando in questo modo la fiducia di
quei cittadini che oggi non sono più favorevoli alla raccolta
differenziata.
L’ing.
Bonsignore, pur ammettendo che disfunzioni nel servizio possono
essersi verificate, ha difeso nella sostanza l’operato dell’Asia,
sostenendo che la percentuale della raccolta differenziata in questi
mesi è sensibilmente aumentata e spiegandoci come, con il sistema
scelto – le paline ecologiche e il “porta a porta” –, Napoli sia riuscita a
superare altre città italiane che hanno iniziato la raccolta già da
parecchi anni.
Una
considerazione generale può essere fatta su questo tipo di giudizio:
il direttore dell’Asia è un manager di un’azienda e ragiona come tale,
utilizzando una logica di tipo mercantile, per cui la pulizia della città e i
diritti dei cittadini
vengono di fatto messi in secondo piano rispetto ai parametri quantitativi di
bilancio e
di efficienza
produttiva – in
questo caso le tonnellate di materiale differenziato raccolto
-, che sono sempre e comunque la
priorità da perseguire. I cittadini diversamente richiedono al
servizio pubblico in
primo luogo pulizia e strade pulite e chiedono pertanto
all’Amministrazione della città che nei servizi pubblici non
prevalgano logiche aziendalistiche e privatistiche che di fatto
vengono a scontrarsi con i loro diritti. Questo vuol dire
innanzitutto evitare l’abbandono dei rifiuti per strada, cosa che
comporta inevitabilmente il formarsi di cumuli di spazzatura a cui i
cittadini napoletani si stavano finalmente disabituando. Malgrado le assicurazioni ricevute dai dirigenti dell’Asia circa il miglioramento della qualità del servizio, purtroppo nei giorni seguenti abbiamo dovuto costatare che ben poco era cambiato: ancora troppe volte abbiamo trovato i sacchetti laddove erano stati lasciati o nei cassonetti. Il Forum Tarsia cercherà nei prossimi mesi di dare voce alla protesta degli abitanti del quartiere e si batterà perché la raccolta differenziata venga portata avanti anche nei vicoli e nel centro storico con ben altro livello di professionalità e con maggiore sensibilità e attenzione ai diritti della cittadinanza! |
L’Asia vuole realmente la raccolta differenziata nel nostro quartiere? |
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